I videogiochi nell'era dell'iPhone
Nessuno di loro indossa la cravatta. E a ben guardare sono davvero poche anche le camicie. Di giacche e tailleur, manco a parlarne. È piuttosto un trionfare di t-shirt colorate quello che si nota dietro ai monitor e alle scrivanie della sede centrale di Gameloft, il principale sviluppatore mondiale di videogames per telefonini, dove si aspettava con frenesia il lancio dell'iPhone 3G e dell'AppStore, il negozio virtuale che consentirà di scaricare applicazioni e contenuti multimediali. La nuova creatura della Apple, infatti, sarà tutto fuorché un semplice telefono. E grazie allo schermo ampio, alla tecnologia touch screen e al sensore di movimento che permette di compiere azioni aggiuntive, si appresta ad essere l'elemento di svolta nel divertimento digitale.
SFIDA RACCOLTA - Come hanno fatto notare in molti, con l'iPhone si potrà anche telefonare. Anche, certo. Ma non saranno le chiamate in voce a spingere gli utenti ad acquistare il nuovo «Melafonino». Molto più facile pensare che sia tutto il resto - le molte potenzialità unite al design e all'intuitività dell'utilizzo - a determinare le vere motivazioni all'acquisto. E dentro a questo «resto», i videogames sono destinati ad avere un ruolo di primissimo piano, se non altro per le nuove prospettive che un aggeggino come l'iPhone è in grado di offire. «Per noi è stata una nuova ed entusiasmante sfida - spiega Gonzague De Vallois, vicepresidente della società fondata nel 2000 da Michel Guillemot -. La Apple ha aperto la strada, ma altri produttori si stanno affacciando sul mercato con telefoni sempre più intelligenti e sempre più game-oriented, basati su capacità grafiche e versatilità notevoli. È veramente una nuova era che si apre». Del resto, oggi i «normali» telefonini si assomigliano un po' tutti. E ci voleva proprio l'arrivo della «nuova generazione» di smartpone per dare ai consumatori nuovi stimoli per spingerli ad un ulteriore upgrade, sostituendo il loro attuale apparecchio che, nella peggiore delle ipotesi, probabilmente già dispone di dispositivi quali la fotocamera integrata o la possibilità di navigazione wap. Serviva qualcosa di più e quel qualcosa è ora arrivato.
IL LOFT AL LAVORO - Quello dei videogames sarà il comparto che forse trarrà i maggiori benefici da questa evoluzione. «Noi siamo ottimisti - dice ancora De Vallois -. Le idee non ci mancano e il nostro staff sta lavorando a pieno ritmo».Il colpo d'occhio, nei locali al quarto piano di un palazzo della rue Auber, un loft (appunto) a due passi dal dall'Opera, è impressionante. Sembra quasi di trovarsi in una grande aula universitaria, tanto appare bassa l'età media delle persone che vi lavorano, una piccola parte delle oltre 4 mila persone che Gameloft impiega in tutto il mondo, il 90% dei quali attivo nelle aree di ricerca e sviluppo. «E' la mancanza di giacche e cravatte un po' inganna» sorride Anne Laure Descleves, capo del settore Comunicazione. Ma sono davvero pochi quelli che sembrano aver superato i 35 anni. Dietro ai monitor ci sono designer impegnati a riprodurre nei minimi particolari i dettagli delle auto protagoniste dei videogame sportivi o degli ambienti che fanno da location virtuale ai giochi. Ci sono esperti di software, ingegneri, uomini e donne che sanno tutto di tutti i telefoni esistenti. Ci sono gli addetti ai contatti commerciali. E anche chi ha il compito di testare che i giochi funzionino come si deve e che possono farlo solamente... giocando.
RICAVI E INVESTIMENTI - Gameloft è oggi una realtà presente nei cinque continenti. Ha un catalogo di circa 250 giochi per telefonini e console portatili, 50 dei quali sono stati venduti in oltre un milione di esemplari. La distribuzione avviene in 80 diverse nazioni e per quanto riguarda i giochi destinati ai telefoni, sono stati stipulati accordi con 180 compagnie telefoniche. Con l'iPohne sarà diverso. Non c'è un accordo con i singoli operatori, ma solamente con l'Apple e i titoli saranno scaricabili direttamente dall'AppStore. «Una comodità per gli utenti e un vantaggio per i produttori» commenta De Vallois. La società di Steve Jobs riserva infatti agli sviluppatori circa il 70% del prezzo pagato dagli utenti per il download di un gioco; con gli operatori telefonici non si va generalmente oltre il 50. Quel 20% in più consente maggiori guadagni e quindi maggiori investimenti nel campo della ricerca e dell'innovazione.
UN NUOVO MODO DI GIOCARE - Creare un videogioco, con l'arrivo dell'iPone e di tutti i gli smartphone più moderni, è molto più entusiasmante, ma anche molto più complicato. Perché è l'apparecchio stesso a offrire nuove possibilità e a mettere alla prova l'abilità dei programmatori. Basti pensare al potenziale offerto dal sensore di movimento. Che ad esemmpio per un gioco come Asphalt 4 Elite Racing, la classica corsa lungo le strade delle città a bordo di fuoriserie come Bmw o Ferrari (che nella versione per l'iPhone dovrebbe essere disponibile tra qualche settimana) significa potere usare il telefono come se fosse un volante: impugnandolo sui due lati e muovendolo a destra e a sinistra si potranno affrontare le curve del circuito con una sensazione davvero molto simile a quella che si prova quando si è davvero nell'abitacolo di un'auto. Oppure il lancio dei dadi nel Backgammon, che avviene semplicemente scuotendo il telefonino e simulando poi il tiro. E ancora la moltiplicazione di combinazioni che dà ora un gioco come Diamond Twister, con la possibilità di ruotare il telefono di 90 gradi e cambiare così la direzione di caduta delle gemme. Con il touch screen è poi possibile giocare in maniera più intuitiva a Scacchi, al classico Solitario (disponibile con sei diverse modalità di gioco), alle prove di abilità e di logica del Brain Challenge.
SE GIOCA ANCHE LA NONNA... - Gameloft parte nell'AppStore con un bouquet di sei titoli, con prezzi da 5.99 a 7.99 euro. Ma l'offerta sarà a mano a mano potenziata. «I nuovi giochi saranno via via più intuitivi e sempre più alla portata di tutti - dice ancora Gonzague De Vallois -. E non saranno più solo prerogativa dei giovani: grazie ai telefonini i videogames saranno veramente nelle mani di chiunque, dal ragazzino alla nonna che con i giochi mnemonici vuole tenere allenato il cervello».
SFIDA RACCOLTA - Come hanno fatto notare in molti, con l'iPhone si potrà anche telefonare. Anche, certo. Ma non saranno le chiamate in voce a spingere gli utenti ad acquistare il nuovo «Melafonino». Molto più facile pensare che sia tutto il resto - le molte potenzialità unite al design e all'intuitività dell'utilizzo - a determinare le vere motivazioni all'acquisto. E dentro a questo «resto», i videogames sono destinati ad avere un ruolo di primissimo piano, se non altro per le nuove prospettive che un aggeggino come l'iPhone è in grado di offire. «Per noi è stata una nuova ed entusiasmante sfida - spiega Gonzague De Vallois, vicepresidente della società fondata nel 2000 da Michel Guillemot -. La Apple ha aperto la strada, ma altri produttori si stanno affacciando sul mercato con telefoni sempre più intelligenti e sempre più game-oriented, basati su capacità grafiche e versatilità notevoli. È veramente una nuova era che si apre». Del resto, oggi i «normali» telefonini si assomigliano un po' tutti. E ci voleva proprio l'arrivo della «nuova generazione» di smartpone per dare ai consumatori nuovi stimoli per spingerli ad un ulteriore upgrade, sostituendo il loro attuale apparecchio che, nella peggiore delle ipotesi, probabilmente già dispone di dispositivi quali la fotocamera integrata o la possibilità di navigazione wap. Serviva qualcosa di più e quel qualcosa è ora arrivato.
IL LOFT AL LAVORO - Quello dei videogames sarà il comparto che forse trarrà i maggiori benefici da questa evoluzione. «Noi siamo ottimisti - dice ancora De Vallois -. Le idee non ci mancano e il nostro staff sta lavorando a pieno ritmo».Il colpo d'occhio, nei locali al quarto piano di un palazzo della rue Auber, un loft (appunto) a due passi dal dall'Opera, è impressionante. Sembra quasi di trovarsi in una grande aula universitaria, tanto appare bassa l'età media delle persone che vi lavorano, una piccola parte delle oltre 4 mila persone che Gameloft impiega in tutto il mondo, il 90% dei quali attivo nelle aree di ricerca e sviluppo. «E' la mancanza di giacche e cravatte un po' inganna» sorride Anne Laure Descleves, capo del settore Comunicazione. Ma sono davvero pochi quelli che sembrano aver superato i 35 anni. Dietro ai monitor ci sono designer impegnati a riprodurre nei minimi particolari i dettagli delle auto protagoniste dei videogame sportivi o degli ambienti che fanno da location virtuale ai giochi. Ci sono esperti di software, ingegneri, uomini e donne che sanno tutto di tutti i telefoni esistenti. Ci sono gli addetti ai contatti commerciali. E anche chi ha il compito di testare che i giochi funzionino come si deve e che possono farlo solamente... giocando.
RICAVI E INVESTIMENTI - Gameloft è oggi una realtà presente nei cinque continenti. Ha un catalogo di circa 250 giochi per telefonini e console portatili, 50 dei quali sono stati venduti in oltre un milione di esemplari. La distribuzione avviene in 80 diverse nazioni e per quanto riguarda i giochi destinati ai telefoni, sono stati stipulati accordi con 180 compagnie telefoniche. Con l'iPohne sarà diverso. Non c'è un accordo con i singoli operatori, ma solamente con l'Apple e i titoli saranno scaricabili direttamente dall'AppStore. «Una comodità per gli utenti e un vantaggio per i produttori» commenta De Vallois. La società di Steve Jobs riserva infatti agli sviluppatori circa il 70% del prezzo pagato dagli utenti per il download di un gioco; con gli operatori telefonici non si va generalmente oltre il 50. Quel 20% in più consente maggiori guadagni e quindi maggiori investimenti nel campo della ricerca e dell'innovazione.
UN NUOVO MODO DI GIOCARE - Creare un videogioco, con l'arrivo dell'iPone e di tutti i gli smartphone più moderni, è molto più entusiasmante, ma anche molto più complicato. Perché è l'apparecchio stesso a offrire nuove possibilità e a mettere alla prova l'abilità dei programmatori. Basti pensare al potenziale offerto dal sensore di movimento. Che ad esemmpio per un gioco come Asphalt 4 Elite Racing, la classica corsa lungo le strade delle città a bordo di fuoriserie come Bmw o Ferrari (che nella versione per l'iPhone dovrebbe essere disponibile tra qualche settimana) significa potere usare il telefono come se fosse un volante: impugnandolo sui due lati e muovendolo a destra e a sinistra si potranno affrontare le curve del circuito con una sensazione davvero molto simile a quella che si prova quando si è davvero nell'abitacolo di un'auto. Oppure il lancio dei dadi nel Backgammon, che avviene semplicemente scuotendo il telefonino e simulando poi il tiro. E ancora la moltiplicazione di combinazioni che dà ora un gioco come Diamond Twister, con la possibilità di ruotare il telefono di 90 gradi e cambiare così la direzione di caduta delle gemme. Con il touch screen è poi possibile giocare in maniera più intuitiva a Scacchi, al classico Solitario (disponibile con sei diverse modalità di gioco), alle prove di abilità e di logica del Brain Challenge.
SE GIOCA ANCHE LA NONNA... - Gameloft parte nell'AppStore con un bouquet di sei titoli, con prezzi da 5.99 a 7.99 euro. Ma l'offerta sarà a mano a mano potenziata. «I nuovi giochi saranno via via più intuitivi e sempre più alla portata di tutti - dice ancora Gonzague De Vallois -. E non saranno più solo prerogativa dei giovani: grazie ai telefonini i videogames saranno veramente nelle mani di chiunque, dal ragazzino alla nonna che con i giochi mnemonici vuole tenere allenato il cervello».
| Tags: | iphone 3g videogames |
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GTN ID: 3204697
Publisher: LauraColombo7
Date: 22/07/2008 20:02
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Date: 22/07/2008 20:02






